La caccia del King- Cena minata


Ehi, king, ci siamo. Contro ogni previsione, la tipa ha accettato il tuo invito. Incredibile, vero? Beh, non certo per me. Hai seguito quello che ti ho detto nel primo post, (cioè questo), cosa poteva andare storto? Ora dobbiamo portare fuori la bambina. Dove la porti? Nel miglior ristorante della zona, ovviamente. Un’atmosfera ricercata, un menu elaborato, un servizio di livello ti assicureranno di mandare la palla in buca. Non è così? Sveglia, paramecio! Queste vaccate non funzionavano già dal Neolitico, e all’epoca i ristoranti nemmeno esistevano. Vuoi veramente farti vedere dalla tua lei mentre sudi di imbarazzo perché non sai da quale delle sette forchette devi cominciare? O mentre sbianchi come un lenzuolo davanti alla carta dei vini che, uno, non sai scegliere, e due, costano quanto l’affitto del tuo monolocale? Ricordati che un king è cacciatore, e il cacciatore porta la preda su un terreno che conosce. No, la rosticceria dove vai sempre la domenica per regalarti un pranzo semidecente non conta. E nemmeno la pizzeria, dai! Sii propositivo: vai in un locale che conosci, in cui il menu non ti fa sorprese. Nel senso che puoi preventivare già un budget sostenibile, non nel senso del menu turistico o a prezzo fisso. Ora, diciamo che, pur con difficoltà e con l’aiuto di amici e parenti, sei riuscito a trovare il locale giusto. La vai a prendere, le fai dei complimenti per il vestito, per i capelli, ma non per il trucco. Come perché? Sai distinguere un mascara da un ombretto? Se la tua conoscenza del trucco si ferma al rossetto, evita di buttarti in un campo in cui verresti fatto a pezzi. Ora, la porti nel locale. Vi accompagnano al tavolo e tu… bravo, ti siedi. Già, la storia di spostare la sedia alla signora, oltreché sapere di era geologica, causa più imbarazzi che altro. E poi la tipa vuole vederti in faccia subito come si siede, vuole sentire la determinazione del king, e qui, caracas, devi essermi pronto: lei prenderà il menu e sarà indecisa e ti chiederà consiglio. Tu, scattante come una molla, devi essere presente, e dirle subito, senza esitazione, su cosa orientarsi. Poi, con nonchalance passa ad ordinare il vino. Non preoccuparti se non ci capisci molto, tanto lei sarà sicuramente mezza astemia. Oh, pay attention, fenomeno: non sbiancarmi davanti alla tipa solo perché il vino della casa è a 30 euro a bottiglia. Sangue freddo. Sempre.
Quando arrivano i piatti mostrati a tuo agio, non prestare attenzione al cameriere che ti serve, fai capire alla tua lei che è il centro dei tuoi pensieri. Dopo un po’ da quando avete cominciato a mangiare, arriva il momento cruciale, il momento in cui capisci se parti dalla pool position o se hai già fatto game over: la confidenza. Già, lei si è saziata, magari ha bevuto, e ora vuole parlare. Comincia a farti domande più o meno innocenti, a raccontarti storie divertenti sulla sua vita? Alla grande, champion! Ti sta dando semaforo verde! Che significa che puoi continuare la scalata, non che hai fatto centro.
Ma se ti parla delle sue delusioni, della sua insoddisfazione al lavoro, o peggio ancora del fatto che trova solo sfigati e bamboccioni? Beh, amico mio, ti sei battuto con coraggio, ma la battaglia è persa. Cerca di affrettare la fine della tragedia, in modo da evitare di spendere ancora soldi per fare da psicologo a una che sicuramente ti ricompenserà scaricandoti addosso altri drammi esistenziali. Spiacente, amico: Game Over.
Ma una guida da king non può finire con un game over, e quindi diciamo che ti ha dato green light. Lei parla, parla ma tu non abbassare la guardia, devi dare risposte pronte, stoccate come se fosse un duello di scherma con in palio… beh, lo puoi immaginare. Ascolta e parla, parla e ascolta, senza lasciarle troppo spazio: lei non vuole essere ascoltata, vuole che tu giochi al suo gioco, fatto di mosse e contromosse. E tu devi essere il king della contromossa e soprattutto il controllo della situazione: lei ti parla di scarpe? Racconta subito di quando hai faticato come una bestia per la tua giacca esclusiva, che chiaramente in quell’occasione non hai. Devi essere presente ma riportare la conversazione a te: la bimba deve capire che sta parlando con il king.
E quando la nostra fiera leonessa si sarà finalmente resa conto di avere davanti il suo leone, la serata sarà fatta. Paga il conto con disinvoltura. Accompagnala all’auto, e senza fretta aspetta l’inevitabile “Ti va di venire da me?” oppure “Tu stai lontano?” che tradotto significa “Portami a casa tua adesso!” Stai attento a non forzare le cose, deve essere lei a proporlo. Se lo fai tu sembrerai un disperato che le ha offerto la serata solo per avere in cambio il dopocena. Anche se è esattamente così. Lo so io, lo sai tu e lo sa anche lei, ma lei deve almeno poter credere che per una volta non è uscita con uno che la vuole solo per il corpo.  
Complimenti, king. Mission Completed.
Se però lei non ti proponesse nulla (magari perché è strana lei, o perché hai fatto qualche errore tu), comportati comunque da king: incassa con dignità la sconfitta (tanto ci sei abituato) e fai pratica, e aiutati con la mia guida di prossima uscita Tua in una cena - dall’antipasto al ristorante fino al dolce a casa sua.
Perché nessuna dice di no al king.

Vic Splendânt

Commenti