I cazzeggiatori
Sono
una pendolare, ok? Ogni mattina ho il grande piacere di farmi un’ora, ma anche
un’ora e un quarto su un autobus, e poi, giusto per non farsi mancare nulla,
altri venti minuti a piedi fino in ufficio. E al ritorno, neanche a dirlo,
stessa identica cosa, ma al contrario: corsa a passo spedito, autobus, casa. Va
bene, forse anche tu sei un pendolare, e non hai certo bisogno che ti dica
quali grandi emozioni si provano nel prendere un mezzo ogni giorno. Ma voglio
ugualmente dirtelo. Già, perché i tanti a cui la sorte ha negato il sommo onore
di essere pendolari sono convinti che la fatica e lo stress derivino dal
viaggio. No, la più grande fonte di stress è il viaggio di ritorno: sai che a
quell’ora devi essere alla fermata, non importa come. Tarda un solo minuto, per
qualunque ragione, e rimani lì fino alla prossima corsa. Cioè dopo un’ora.
Cinque minuti prima di uscire arriva una telefonata di un cliente rintronato
che chiede una stupida conferma di un appuntamento? Resti lì un’ora. La
stampante rallenta mentre sta stampando l’ultimo foglio della tua presentazione?
Resti lì un’ora. Un tuo collega ti ferma per raccontarti una penosissima
barzelletta? Lo liquidi il più in fretta possibile, ma non abbastanza in fretta
e… resti lì un’ora. Ma, per quanto fastidiosi, questi contrattempi non sono la
minaccia più grande al ritorno a casa, e quindi al godimento dello scarso tempo
libero a disposizione. No, quello che veramente mette a serio rischio il
viaggio di ritorno, e la mia serenità mentale, sono loro: i cazzeggiatori.
Sotto
questo nome collettivo si nasconde un intero ecosistema di gente che, pur
diversa per età, genere, nazionalità, è accumunata da un solo scopo: rallentare
il prossimo con ogni mezzo a disposizione. Nei miei infiniti viaggi della
speranza, ho imparato a conoscerli, e a distinguerli.
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Gli
Un Due Tre Stella
Okay, questi sono quelli
che odio di più, i più diffusi, i più infami. Beh, se non fossero diffusi e
infami non li odierei così tanto, no? Questi esemplari si muovono (per così
dire) da soli, persi nel loro mondo che osservano attraverso lo schermo di uno
smartphone. Nonostante anni di tentativi andati a vuoto, questi maledetti
tentano ogni volta di fare due cose insieme: camminare e rispondere a una chat
di whatsapp, camminare e guardare un video su Youtube, camminare e leggere la
ricetta dell’arista in crosta di pane. Ma immancabilmente lo sforzo è troppo
grande e devono rinunciare a camminare per dedicarsi al loro cazzeggio
preferito. Tuttavia i loro sensi restano allerta, e come percepiscono un
movimento alle loro spalle (cioè tu che provi a superarli), istintivamente si
muovono di scatto bloccandoti il passaggio, fanno un timido tentativo di
avanzamento, per rifermarsi subito dopo. Tu provi a superarli e quelli di nuovo
si muovono bloccandoti.
Questi individui
richiedono una notevole dose di calma e sangue freddo per essere superati. È
necessario lottare contro l’istinto di sbottare, rallentare il passo fino a
fermarsi, e guardare per aria, una vetrina, insomma fingere di non avere
fretta. In questo modo il cazzeggiatore non si sente minacciato, continua a
rimanere imbambolato dietro al suo telefonino e tu, con passo lento e
distratto, riuscirai a passargli oltre.
Tempo
medio di sorpasso: 5 secondi
Difficoltà
di sorpasso: media
Costo
stizza: considerevole
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I
Tre Passi su un Mattone
Certamente stai pensando
che voglia parlarti dei vecchi e del loro passo traaaaaaaanquillo. Già, ma non
solo. I Tre Passi su un Mattone sono anche i turisti isolati che si imbambolano
a guardare il panorama; sono i bimbetti che restano affascinati dalla loro
ombra sul marciapiede; sono quelli che non hanno voglia di andare dove stanno
andando, e se la prendono con calma. Tanta calma. Troppa calma. Persi nel loro
mondo, si dimenticano delle altre povere anime come me che vorrebbero arrivare
alla fermata prima della prossima glaciazione. No, loro guardano a malapena
davanti, e si muovono con il fiero passo del bradipo. Di solito non è un
problema superarli. Un agile scatto, e via. Ma come la metti se il marciapiede
è stretto, e magari da un lato hai i muri dei palazzi e dall’altro una fitta e
impenetrabile siepe di scooter e motorini? Come la metti?
Non la metti! Ti accodi,
cercando di non sbuffare, e con grande frustrazione rallenti il passo, sperando
con tutto il tuo cuore di non doverti ferm… ecco! Lo sapevo! Ferma! Ma che
cazzo! Non solo vai come una lumaca con il freno a mano inserito, ma
addirittura ti fermi. E poi? Che fai, metti la retro e torni indietro come un
gambero?! Ma che cazzo!
È inutile, nelle
strettoie i Tre Passi su un Mattone sono insuperabili. In senso letterale.
Tempo
medio di sorpasso: immediato/ eterno
Difficoltà
di sorpasso: banale/ impossibile
Costo
stizza: zero/ “cazzo, muoviti!”
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I
Ricalcola
Questi
hanno ingoiato un navigatore dimenticandosi di ricaricarlo. Non sanno dove
stanno andando, non sanno dove vogliono andare, sanno solo che ci vogliono
arrivare subito. Quando te li trovi davanti, ti fanno anche ben sperare perché
hanno un passo veloce e deciso. Peccato che tre metri dopo inchiodino perché
devono ricalcolare il percorso. Non sanno se proseguire, se fermarsi, se
attraversare adesso, dopo o mai. Se cerchi di sorpassarli, esattamente come gli
Un Due Tre Stella, quelli si spostano per chiuderti la strada, ma lo fanno con
uno scatto improvviso che ti costringe a inchiodare. Vorresti incazzarti, ma
loro nemmeno ti considerano, stanno ricalcolando. Per superarli serve
prontezza, accortezza e rapidità: il loro istinto è tagliare la strada a chi
tenta di sorpassarli. Non si sa perché, è un mistero come quello dei tipi che,
quando controllano i biglietti prima di far salire sull’autobus, aspettano di
essere faccia a faccia con il controllore per cercare il biglietto, bloccando
così l’intera fila. Ma questo è un altro argomento. Torniamo a bomba ai
Ricalcola. Sfruttando il loro istinto di bloccarti la strada, è possibile
superarli agevolmente: basta avvicinarsi al lato verso cui non stanno
guardando, e come si spostano per bloccarti, fai un rapido passo di lato, e
subito due in avanti. Prima che il ricalcola se ne renda conto, sarà già alle
tue spalle. Ah, fregato, stronzo!
Tempo
medio di sorpasso: 3 secondi
Difficoltà
di sorpasso: moderata
Costo
stizza: discreto
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La
Coppia
Loro
si amano. Forse durerà tutta la vita, forse la loro storia non arriverà a fine
settimana, ma sicuramente durerà tutto il tempo necessario per cazzeggiarti
davanti. Mano nella mano, i piccioncini si avvicinano e si allontanano. Lei
provoca lui, lui stuzzica lei, lei si allontana, poi ci ripensa e si
riavvicina, lui le sorride e la bacia, lei bacia lui, poi vede una vetrina e si
riallontana, cercando di trascinarlo dietro. E tu, che davanti agli occhi hai
questa fisarmonica umana che si apre e si chiude, cerchi uno spiraglio per
passare, solo per vedertelo chiudere davanti subito dopo. Poi li vedi
avvicinarsi per stare vicini vicini, e pensi di farcela, ma ecco che si
riaprono e tu, di nuovo, devi inchiodare per non finirgli addosso. Ciliegina
sulla torta, loro si accorgono di quanto ti stanno straziando il metaforico
inguine, ma lo trovano divertente e ridono, e ironizzano. E cazzeggiano! E
siccome il tempo passato insieme è sempre meraviglioso, vanno ad una velocità
tale da far sembrare i Tre Passi su un Mattone dei velocisti. Purtroppo qui
bisogna affidarsi alla fortuna: se si muovono in formazione, affiancati e mano
nella mano, non c’è modo di superarli fino a quando non si arriva in una piazza
o non si va sulla strada. Ma se invece tubano, e si avvicinano, quello è il
momento per svicolare. Qui non ci sono tattiche, solo un “cogli l’attimo e
scatta”.
Tempo
medio di sorpasso: 10 secondi minimo
Difficoltà
di sorpasso: elevata
Costo
stizza: grosso, veramente grosso.
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I
Non Ti Vedo - Non ti Sento
Qui
siamo davanti ad una mortale combo di due persone, due persone che, a
differenza della Coppia, camminano allineate una davanti all’altra per non
intralciare il prossimo. Perfetto, pensi: ti metti sul lato opposto e
approfitti dello spazio che queste due accorte e garbate persone ti lasciano.
Giusto? No, macchè. Perché i due parlano tra loro, ma non riescono a sentirsi,
quindi chi è davanti si ferma per guardare in viso l’altro e ripetergli quello
che ha detto, oppure quello dietro accelera e si affianca all’altro per parlare
più comodamente. E tu te li ritrovi improvvisamente appaiati davanti, un muro
umano difficile da oltrepassare. A volte avresti voglia di partecipare alla
conversazione, tanto non puoi andare da nessuna parte. Ma devi stare zitta,
calma e concentrarti su uno spiraglio in cui passare. Per questo devi pregare
che lo scambio di parole tra i due sia breve, perché come hanno finito si
riallineano, e quella è la tua occasione.
Esiste
però una variante assai più temibile di questi esemplari: i Non Ti Vedo – Non
Ti Sento in comitiva. Sto parlando di due persone che desiderano parlare
amabilmente. Peccato che uno sia in testa al gruppo, e l’altro sia in fondo.
Così quando chi è in testa si ferma e si volta per parlare al suo amico in
coda, tutto il gruppo si scompensa e tu hai davanti un grumo di gente che non
puoi superare. Stavolta, per sopravvivere, devi giocare di velocità: come ti
rendi conto della presenza dei Non Ti Vedo – Non Ti Sento, portati sul lato
opposto rispetto a quello su cui sono allineati, e corri, corri, corri il più
dignitosamente e velocemente possibile. Corri!
Tempo
medio di sorpasso: 2 secondi (devi correre!)
Difficoltà
di sorpasso: bassa (corri!)
Costo
stizza: nessuno (se sei stato abbastanza veloce)
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Il
Gregge
Studentesche
in gita, comitive di pensionati e/o stranieri in visita turistica: titanici
gruppi di persone che si radunano al richiamo del capobranco, e si muovono
all’unisono formano un’unica impenetrabile muraglia umana. Possono essere
maestosi gitanti dell’INPS che si muovono con il passo incerto degli anni che
pesano, possono essere scalmanati ragazzini che urlano come ossessi mentre si
stringono in ranghi serrati, possono essere plotoni di colossali turisti
danesi, alti due metri, che si aprono a ventaglio per immortalare ogni
dettaglio con i loro telefonini. Non importa, se te li trovi davanti, prega. In
alcuni casi potresti essere fortunata, quando ti attraversano la strada:
potresti riuscire a passare tra uno e l’altro. Ma nei casi peggiori potrebbero
venirti incontro, o sbucarti da dietro l’angolo e, orrore degli orrori,
fagocitarti. In questi casi non opporre resistenza, sii trota, segui la
corrente e cerca di raggiungere la sponda. Approfitta di qualunque appiglio ti
possa liberare dalla mandria: un palo della luce, un’insegna, l’ingresso di un
negozio, qualunque cosa. In ogni caso, non lasciarti prendere dalla
disperazione, non provare ad attraversare il flusso contromano e, soprattutto,
non fare movimenti bruschi. Mai! Loro sentono l’odore del nervosismo, l’odore
dell’insofferenza: se spaventi il gregge, quello va in confusione, stringendoti
ancora di più. Per la tua salvezza, per la tua bile, resta calma.
Tempo
medio di sorpasso: non calcolabile
Difficoltà
di sorpasso: tendenzialmente impossibile
Costo
stizza: nessuno (perché, te lo ricordo, devi mantenere la calma!)
Okay,
ce l’hai fatta: sei finalmente alla fermata dell’autobus. Ora è tutto in
discesa. Sali a bordo, scegli un posto comodo vicino al finestrino, e ti
prepari a collassare fino all’arrivo a casa. Ormai puoi anche rilass…
«Eh
no, scusi, che vuol dire che non ferma a Galbasio di Sotto? Non fa le stesse
fermate dell’altro?! Bravi, bel servizio! Ma io vi denuncio al Gabibbo.»
Noooooo!
Il solito disadattato che non prende l’autobus dal secolo scorso e pensa ancora
che ci siano le corse dell’86. E anziché informarsi prima preferisce
prendersela con l’autista dopo, inchiodandomi qui. Ogni volta salta fuori uno
di questi tipi. Perché non li ho messi tra i tipi di cazzeggiatori? Perché
questi non sono cazzeggiatori, no: questi sono Rompicoglioni!
Zoe
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