Un'offerta da king
Ehi, testa di serie, hai bisogno di manovalanza per il tuo
business. Bene, prenditi cinque minuti e scrivi un’inserzione. Okay, i cinque
minuti sono passati, vogliamo vedere quello che hai scritto? No, non vogliamo perché:
1- non sono lì con te;
2- se anche lo fossi, mi verrebbero in mente due o
tre migliaia di cose migliori da fare;
3- se anche non trovassi niente di meglio da fare,
non avrei comunque bisogno di leggere quello che hai scritto.
Perché?
Perché, caro il mio carillon, sento l’odore di cheap
content da qui. E considerando che stai leggendo questo post in differita e chissà
da dove, beh, questo ti dà l’idea della poraccitudine della tua job offer.
“Cercasi commesso/a per tabaccheria.
Tempo pieno e determinato.
Remunerazione prevista 900 euro netti mensili.
Se interessati contattare il numero bla bla bla.
Solo persone davvero interessate”
Senti che tono da meteo? Che grigiume soffocante? Roba del
genere è tanto umiliante da scrivere quanto da leggere. Dove sono gli stimoli,
gli obiettivi sfidanti? Dov’è la grinta del leone da impresa?
No, mio bustrofedico amico, qui serve un cambio di
atteggiamento, perché tu non vuoi che un paglianti qualunque venga a farti
perdere tempo: tu vuoi che i best of the best si accoltellino per lavorare per
te. Ma allora come fare per trasformare il tuo annuncio, allegro e grintoso
quanto un necrologio, in un richiamo delle sirene per il tuo business?
Con la mia guida, obviously. Ti basteranno pochi expedient
ben piazzati, e due o tre cosucce da tenere a mente.
Punto primo: un king non cerca!
Iniziare con “Cercasi” un annuncio di lavoro è uno degli
starter più originali che ci siano, un po’ come “C’era una volta” per le fiabe
o dire “Pronto” quando si risponde al telefono. No, dico, complimenti. Bravo.
In più, oltre a candidarti al premio Banal Award, ci passi anche da disperato.
Svegliati! Tu non cerchi, tu offri! Offri l’opportunità per
un fortunato di distinguersi dalla massa, di essere un valore aggiunto, di
diventare il plus che fa la difference. E questo ci porta al…
Punto secondo: un king non offre realtà, ma solidi sogni.
Devi vedere oltre il tuo naso, tu non hai bisogno di un
commesso, un operaio, un venditore, o quello che è: tu hai bisogno di un
follower che ti aiuti a realizzare la vision della tua impresa. Se scrivi
chiaramente che vuoi un commesso, quello avrai: un tizio smorto che sistema la
roba sugli scaffali e, a volte, la vende ai clienti. No, paranza, tu hai vuoi
una persona, con tutto il bagaglio di hard skills e soft skills. Ecco che il
tuo “Commesso di tabaccheria” diventa “una persona proattiva e dinamica, da
inserire in un ambiente lavorativo orientato sia al basic sales che al luxury
sales. Aspetta un po’, hai capito quello che ho appena scritto vero? No? Lo
immaginavo. Per questo passiamo al…
Punto terzo: Business English is your friend.
In un altro post, che tu ti sei dimenticato di leggere, ho
già parlato delle meraviglie del B.E., e qui te ne posso dare ampia prova.
Partiamo dal tuo commesso: dovrà lavorare con le altre persone del tuo
business, no? Okay, ho capito, dovrà lavorare solo con te perché il tuo
business è ancora minimal. E dovrà sbrigarsela da sé davanti a tutti i
misunderstanding che le public relations portano con sé, mi segui? Bene, eccoti
alcuni esempi di come il B.E. ti aiuta a focalizzare questi concetti in una
formula vincente e appetibile per chi legge la tua offer.
Capacità di accollarsi rogne Problem Solving
Non pestare i piedi ai colleghi Team
Working
Appioppare ai clienti più di quello che vogliono Sales Oriented
Attitude
Fare disponibili a cambi di turno con scarso preavviso Flexibility
E questi erano solo alcuni esempi. Per approfondire
l’argomento, e ne hai decisamente bisogno, ti rimando alla mia guida di
prossima uscita, Business
English: make life great again.
Punto Quarto: il king prende, il king dà.
Amico, sono finiti i tempi del padrone e dell’impiegato. E
per fortuna. Oggi chi fa business non si può limitare a offrire una paga. No,
giamburrasca, là fuori è pieno di persone che cercano opportunità di crescere,
di formarsi. E tu sei quello che gliele offrirà. Perciò togli quel riferimento
borghese allo stipendio, non insultare chi legge sbattendogli in faccia il
prezzo che dai alle sue competence. Chiaramente devi pagare chi lavora per te,
ma affronta l’argomento come un dettaglio sgradevole da liquidare in fretta. Limitati
ad accennare ad un “fisso”, o se sei un vincente a un “fisso + provvigioni”.
Ora che ci siamo liberati di questa palla, andiamo al core
della tua offer: l’opportunità. L’opportunità di crescere professionalmente in
un ambiente dinamico, creativo, competitivo all’interno di un’azienda leader
nel settore. Non pignoleggiare, so bene che non sei un’azienda leader, ma non
c’è la top ten delle tabaccherie, quindi chi vuoi che ti faccia obiezioni? E
poi, credimi, nessuno fa più caso alla dicitura “azienda leader”. È una di
quelle cose che vanno messe, come il R.S.V.P. alla fine degli inviti di nozze,
anche se nessuno sa cosa vuol dire. Vai oltre, per favore.
Punto Quinto: il valore del tempo
Il tuo tempo vale, ma anche quello di chi risponde alla tua
job offer vale, e tu non puoi fregartene. Cos’è quel “tempo pieno e
determinato” che hai messo? Lo senti che sapore di proletariato sottomesso ha?
Sembra che tu dica “Ehi, ti voglio sfruttare per bene. Lavorerai come un miccio
tutto il giorno e appena non mi servirai più, tanti cari saluti.” Eh no, bello,
non funziona così. Devi dare… cosa? Forza, l’ho già scritto non so quante volte,
dovresti saperlo. Devi dare… opportunità. A te e a lui. Ecco, scrivi: “orario
lavorativo standard, primo periodo conoscitivo al termine del quale si valuterà
l’opportunità di un inserimento in organico.” Ho capito che non vuoi assumere
nessuno, non me lo ripetere come un disco rotto. Ma non occorre dirlo subito.
Lasciamo un po’ di spazio all’immaginazione.
Ah, un’ultima cosa. “Solo persone interessate”. Cos’è, una
battuta? Uno scherzo per alleggerire i toni da bollettino medico? Andiamo!
“Solo persone interessate”, “No perditempo”. È come se pensassi di tenere al
sicuro il tuo portafoglio con un adesivo con su scritto “vietato rubare”. Un
king non può aver paura di distinguere winner da loser.
Ora, rimetti insieme tutti i tips che ti ho dato e riscrivi
la tua offer. Cosa viene fuori?
“Offresi posizione di sales assistance per attività di
luxury & basic products placement.
L’ambiente lavorativo è dinamico, competitivo nel settore, e
customer oriented, per cui la persona deve essere proattiva, con spiccata
attitudine al tema working e al problem solving.
Si offre un periodo di formazione e di prova, al termine del
quale si valuterà la possibilità di inserimento in organico. Il compenso sarà
di un interessante fisso mensile, più bonus suppletivi al raggiungimento dei
risultati.
Per partecipare alla selezione, inviare una breve presentazione e il
curriculum all’indirizzo poeraccioforlife@pezzent.com”
(Chiaramente ricordati di mettere il tuo indirizzo)
Ah, senti già la poesia, senti che proattività in the air. E
hai visto quanto poco c’è voluto? Puoi applicare subito quello che ti ho
insegnato al tuo specifico tipo di business. Oppure, se vuoi approfondire, e
dovresti volerlo, prenditi una copia del mio ebook, ormai di prossimissima
pubblicazione, King language per tutti: l’uso vincente delle parole.
Non limitarti a sognare di essere un king, siilo!
Vic Splendânt
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