Business English
Altra
giornata entusiasmante, vero? Treno, lavoro, lavoro, treno. E domani sarà
uguale: solita stazione, solita calca di liceali che trillano di mattina mentre
tu dormi in piedi, solito viaggio massacrante, poi una passeggiatina di venti
minuti tra turisti spersi e gente con improvvisi attacchi di labirintite che ti
ondeggia davanti, e infine in ufficio dove ti aspettano pratiche e telefonate.
Eppure
tutto questo può cambiare. Già da domani la tua vita può essere diversa.
Sì, caro rintronato, hai capito bene: domani la tua vita può essere diversa. Anche tu puoi vivere la vita della tua ex compagna di liceo che ora fa l’influencer o, se preferisci, quella del tuo minchionissimo collega di università, attualmente senior officer del Project Management Office dell’azienda in cui lavora.
Sì, caro rintronato, hai capito bene: domani la tua vita può essere diversa. Anche tu puoi vivere la vita della tua ex compagna di liceo che ora fa l’influencer o, se preferisci, quella del tuo minchionissimo collega di università, attualmente senior officer del Project Management Office dell’azienda in cui lavora.
Cos’hanno
loro che tu non hai? Cos’è che fa la differenza tra la tua vita (perdona la
franchezza) mediocre, vuota e grigia, e la loro vincente, cool, traboccante di
benefit, in una parola over the top.
Lo so, sono tre parole ma non fermarti sui dettagli ininfluenti. Guarda ciò che davvero conta, e cioè quello che ti manca per essere un king: il Business English.
Lo so, sono tre parole ma non fermarti sui dettagli ininfluenti. Guarda ciò che davvero conta, e cioè quello che ti manca per essere un king: il Business English.
Due
parole che ti apriranno nuove ed esaltanti prospettive. Mi sembra già di
sentirti «Grazie al cappero: lo so anche io che l’inglese è importante.»
Eh
no, caro il mio Sol bemolle, qui non stiamo parlando di inglese, ma di Business English. La differenza? L’inglese ti serve per girare il mondo, confrontarti in
un ambiente internazionale. Il business english ti porta l’internazionalità
direttamente a casa.
Non servono giri di parole, bastano gli esempi. Partiamo da te: sei un professionista a partita I.V.A. che di fatto lavora come un dipendente, e deve sorbirsi ogni giorno un’ora e mezzo di treno all’andata e altrettanto al ritorno. Sei un banalissimo colletto bianco, dalla vita grigia e spesso di umore nero. Ma con il business english diventi… un free lance con una spiccata propensione al dynamic work approach e una notevole place adaptability. Eh? Senti come suona? Poche parole di B.E. ben piazzate, e la patina di provincialismo che circonda la tua esistenza se ne va, lasciando che la tua vita brilli di nuovi ed intensi colori.
E la cosa che va veramente oltre è che il B.E. si applica a qualunque ramo professionale, e semiprofessionale, o pseudoprofessionale. Ti senti discriminata perché sei una commessa in un negozio di abbigliamento, e il fatto che sei assunta e hai quattordici mensilità non basta a far schiattare d’invidia i tuoi amici? Una spolverata di B.E. e diventi sale assistant, ovviamente fashion oriented.
Oppure lavori in un centro assistenza e dalla mattina alla sera ti trovi davanti gente inferocita che minaccia ritorsioni e ondate di cattiva pubblicità perché sul suo iPhone non riesce ad aggiornare Android? Posizione poco invidiabile, ma un tocco di B.E. ed eccoti trasformato in un dinamico e proattivo responsabile del costumer care e costumer satisfaction. No, dico, senti l’insipidezza che scivola via.
Ma lascia che ti mostri un’altra debordante feature del B.E. che ti fa fare la svolta: le soft skills. Mai sentito parlare? Ma certo che sì, infarciscono ogni curriculum in giro su linkdin. Alcuni reduci del paleolitico le chiamano ancora “competenze trasversali”. Prova a dirlo a voce alta. Senti che suono da anagrafe? Ma grazie al B.E. questo lascito dei Neanderthal diventa una sfavillante lente di ingrandimento con cui evidenziare le tue capacità: sei stato un capoclasse alle medie? Leadership attitude.
Ti conoscono in ogni bar, pub e locale nel raggio di dieci chilometri? Social skills.
Questa è la grande potenza del B.E.: cambia il mondo attorno a te. È lo story telling applicato alla realtà. Prende i tuoi pregi sepolti sotto tonnellate di scarsa self condifence e mediocrità sociale, e li rende nuovamente smaglianti, brillanti, sfavillanti, performanti.
Allora, sei convinto delle incredibili potenzialità del B.E.? Ma certo che sì, ovvio che sì, e non certo perché sono bravo io. Lo sono eccome, ma in questo caso è solo e unicamente merito del B.E.
Certo, il mezzo va padroneggiato. Non spaventarti, bitonto, ti basta veramente poco per imparare ad usare il B.E. Segui i consigli della mia guida di prossima uscita Business English: make life great again, e dai un calcio deciso alla poraccitudine che impiastra le ali del tuo successo.
Vic Splendânt
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