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Visualizzazione dei post da ottobre, 2019

Volevo solo stare calma

«Zoe! Non trovo la presentazione!» «Zoe, hai inviato il report?» «Perché qui non si apre il file? Zoe? Zoe?!» A questo punto sicuramente avrete capito una cosa: mi chiamo Zoe. No, i miei genitori non erano fantasiosi, semplicemente hanno sfogliato il libro dei nomi partendo dal fondo. Da piccola mi piaceva tantissimo il mio nome, era unico: non c’era nessun’altra Zoe in classe a parte me. Con il tempo ha iniziato a piacere anche agli altri perché è breve. Molto breve. Tre lettere, una sola sillaba. Lo hai già pronunciato prima ancora di finire di pensarlo. Soprattutto da quando ho cominciato a lavorare, la brevità del mio nome è stata apprezzatissima: credo di sentirlo pronunciare almeno un centinaio di volte in un giorno. «Zoe, puoi venire?», «Zoe, mi fai un biglietto per Helsinki?», «Zoe, quando abbiamo la call con i danesi?», «Zoe, perché non mi fa scrivere sul documento?». «Zoe.» «Zoe!» «Zoeeeeeeeeeee!» Ecchecazzo, ma perché non mi hanno chiamato Valentina, Aria...

Un'offerta da king

Ehi, testa di serie, hai bisogno di manovalanza per il tuo business. Bene, prenditi cinque minuti e scrivi un’inserzione. Okay, i cinque minuti sono passati, vogliamo vedere quello che hai scritto? No, non vogliamo perché:           1- non sono lì con te;           2- se anche lo fossi, mi verrebbero in mente due o tre migliaia di cose migliori da fare;          3- se anche non trovassi niente di meglio da fare, non avrei comunque bisogno di leggere quello che hai scritto. Perché?  Perché, caro il mio carillon, sento l’odore di cheap content da qui. E considerando che stai leggendo questo post in differita e chissà da dove, beh, questo ti dà l’idea della poraccitudine della tua job offer. “Cercasi commesso/a per tabaccheria. Tempo pieno e determinato. Remunerazione prevista 900 euro netti mensili. Se interessati contatta...