La partita politicamente corretta
La mia amica Dafne vuole che giochi con lei a scacchi. Lei ha scelto i
neri, io ho i bianchi. La tradizione vuole che apra io, ma a me non
sembra giusto: perché devono essere i bianchi ad aprire? I neri sono
forse pezzi di serie B? Ho chiesto a Dafne di fare lei la prima mossa,
ma lei ha rifiutato stizzita. «Alle solite! Il maschio concede
generosamente opportunità alla donna, perché da sola non è in grado di
guadagnarsele. Guarda che noi non vogliamo essere trattate con condiscendenza,
ma con rispetto!» Appena posso controllerò cosa significa
“condiscendenza” ma non deve essere una bella cosa, da come l’ha detta.
Nel dubbio mi scuso. Per fortuna Dafne è intelligente, e capisce che non
l’ho fatto apposta. Anzi, da donna veramente intelligente qual è, trova
una soluzione: scambiamoci metà pezzi, così tutti e due avremo un po’
di pezzi bianchi e un po’ di pezzi neri. Togliamo i cavalli, perché non
ci piace l’idea di mangiarli, per rispetto ai vegetariani. Abbiamo tanti
amici vegetariani. Io ho due regine, ma una fa da re, perché anche le
donne possono governare bene quanto e come gli uomini. Ho tante amiche
che non hanno nulla da invidiare agli uomini per come gestiscono la loro
attività. Dafne ha due re, ma sono parificati e riconosciuti dal
regolamento, perché non è necessario che la coppia reale debba essere
formata solo da un re e una regina. Possono esserci anche due re o due
regine, no?
Per non farci un torto a vicenda, apriamo contemporaneamente. Okay, ma ora che abbiamo aperto, chi fa la seconda mossa? Che domande! Tutt'e due, insieme. Ah, che bello giocare una partita rispettosa, libera da pregiudizi, da stereotipi, da…
Aspetta un po’… una torre bianca ha appena mangiato un’altra torre bianca, ma non riesco a capire se era la mia torre bianca che ha mangiato quella di Dafne, o se Dafne ha mangiato la mia. E nemmeno Dafne lo capisce. Non ricordiamo più chi ha mosso cosa. Va bene, le togliamo entrambe, così siamo sicuri. Stabiliamo questo: ogni volta che un pezzo ne mangia uno uguale e dello stesso colore, li togliamo entrambi. E così ci giochiamo anche gli alfieri neri e tre coppie di pedoni, e anche le mie due regine. Non ricordo cosa ho fatto per automangiarmele, dopo quattro ore di partita può succedere di distrarsi. Ad ogni modo, visto che ho perso la regina che faceva da re, la vittoria va a Dafne, ma questo non significa che io abbia perso. Per niente. Io, semplicemente, ho diversamente vinto.
Per non farci un torto a vicenda, apriamo contemporaneamente. Okay, ma ora che abbiamo aperto, chi fa la seconda mossa? Che domande! Tutt'e due, insieme. Ah, che bello giocare una partita rispettosa, libera da pregiudizi, da stereotipi, da…
Aspetta un po’… una torre bianca ha appena mangiato un’altra torre bianca, ma non riesco a capire se era la mia torre bianca che ha mangiato quella di Dafne, o se Dafne ha mangiato la mia. E nemmeno Dafne lo capisce. Non ricordiamo più chi ha mosso cosa. Va bene, le togliamo entrambe, così siamo sicuri. Stabiliamo questo: ogni volta che un pezzo ne mangia uno uguale e dello stesso colore, li togliamo entrambi. E così ci giochiamo anche gli alfieri neri e tre coppie di pedoni, e anche le mie due regine. Non ricordo cosa ho fatto per automangiarmele, dopo quattro ore di partita può succedere di distrarsi. Ad ogni modo, visto che ho perso la regina che faceva da re, la vittoria va a Dafne, ma questo non significa che io abbia perso. Per niente. Io, semplicemente, ho diversamente vinto.
Domani brucio la scacchiera.
L.
Commenti
Posta un commento