La domanda di pensione
“Ho fatto domanda di pensione. Sì, è vero che sono un po’ in anticipo di circa tre o quattro decenni, ma chi ha tempo non aspetti tempo. Poi, con questi chiari di luna, meglio muoversi prima che piangere dopo. Così sono andato allo sportello. Non lo nascondo: sono emozionato. La pensione è per me come una di quelle tradizioni antiche e perdute, tipo il salacchino appeso al soffitto proprio sotto la polenta fumante, o lo stagnino che girava per il paese aggiustando pentole con le stecche rotte degli ombrelli e pettinando la lana dei materassi per sciogliere nodi e grumi. Cose di un tempo che fu. Quindi non credevo nemmeno che esistesse uno sportello che se ne occupasse. Invece c’è, e l’impiegato dall’altro lato è cordiale e gentile. Mi invita a sedere, mi stringe la mano e ascolta paziente e garbato la mia richiesta. «Certamente. Dobbiamo però vedere se ha i requisiti.» «Beh, forse l’età e i contributi non sono proprio…» «Certo, quelli contano, ma non sono così essenziali. Sa, in t...